Eri il mio bambino più bello
di Giovanni Pistoia
Eri il mio bambino più bello. Sei stato l’ultimo regalo di tuo padre, prima che andasse via. Un giorno la fitta nebbia gli annullò la vista e finì fuori strada, con il suo vecchio camion, al ritorno da uno dei suoi tanti viaggi. Eri l’ultimo di cinque figli e toccava a me, e solo a me, tirare la carretta.
Ti ho portato in grembo per nove mesi e, a pensarci bene, anche qualche giorno in più. Tuo padre mi portò d’urgenza in ospedale perché non ti decidevi a venire fuori (ah, se tu fossi morto quel giorno!). Poi nascesti, avevi tanti bei capelli castani, che cascavano sulle orecchie e sulla fronte. Eri davvero bello. Ti ho cullato come un piccolo angelo, ti ho dato il mio latte, che non ti è mancato mai. I tuoi fratelli e le tue due sorelle ti volevano un bene pazzo. Crescevi robusto e allegro. Eri la mascotte della famiglia.
Quel giorno che tuo padre ti lasciò, tu capisti, subito, che non sarebbe ritornato più. Da quel giorno, ci stringemmo ancora di più attorno a te. Eri la mia luce, la speranza, la vita, che doveva essere vissuta, pur con il dolore nel cuore.