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I lunghi colloqui con i libri sono i miei silenzi più creativi BLOG a cura di Giovanni Pistoia
sabato 29 dicembre 2012
venerdì 21 dicembre 2012
NATALE di Giovanni Pistoia
B U O N N A T A L E
Natale
di
Giovanni Pistoia
Natale
nostalgia
di futuro
muschio fresco
erba
ubriaca di rugiada
pane
ancora caldo che fuma tra le dita
neve che
si incanta alla vista di un bambino
Natale
nostalgia di futuro
di uomini ancora
non cresciuti
Natale è
per chi ti attende ancora
Natale è
sinonimo d’amore
ma l’amore
è ancora in fuga
chissà per
dove chissà per dove
l’amore
fugge fugge sempre
amiamolo
per favore
che si
fermi almeno un po’
Natale è
per chi ti attende ancora.
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domenica 9 dicembre 2012
MAURO LENZI/ LUSTROLA E I LUSTROLESI
MESE
DI DICEMBRE*
di Mauro Lenzi
«Ed ecco Dicembre, l’ultimo mese dell’anno.
Giungeva,
spesso, col cielo plumbeo, con la nebbia, con la pioggia insistente, con la
neve, con il freddo pungente, con il gelo. Nelle case, il caldo era soltanto in
cucina, dove il fuoco del camino o della stufa di ghisa riscaldava l’ambiente.
Negli altri locali, era freddo come fuori. Al mattino, spesso, i vetri delle
finestre delle stanze da letto erano interamente ricoperti di uno strato di
gelo dello spessore di alcuni millimetri, a volte; e le pareti rilucevano di
puntini luminosi, come se fossero state ricoperte di minutissimi cristallini
lucenti. Fuori pendevano dalla gronde o dalle lastre sporgenti dei tetti, i
ghiaccioli simili a tante bianche o cris di diversa lunghezza e grossezza.
Le giornate
belle, le giornate di sole erano piuttosto rare. Tuttavia, quando capitavano,
anche se fredde, allietavano ugualmente lo spirito, in mezzo allo squallore
della natura circostante, che, tutta spoglia e dimessa, pareva riposarsi dopo
averci dato, largamente, i suoi tesori, abbandonata al pesante sonno invernale.
(…) Noi ragazzi,
però, non avevamo paura del freddo. Coi calzoncini corti, le scarpe chiodate,
i calzini di lana che lasciavano scoperti i ginocchi, pestavamo la neve tutto
il giorno, facendo a pallate o facendo pupazzi o valanghe, cioè grosse palle che si facevano rotolando la neve,
quando il sole, splendente nel cielo turchino, scaldava la nave e la rendeva biocca, cioè pesante. Alla sera, le
scarpe erano fradice e rosse e i ginocchi bluetti dal freddo.»
*La bella descrizione è tratta dallo
splendido volume di Mauro Lenzi dal
titolo Lustrola e i Lustrolesi – Voci e
memorie dall’Appennino tosco-emiliano e pubblicato dal Gruppo di Studi Alta
Valle del Reno – 2012 “La Memoria di Nuèter”.
Il testo, completato intorno al 1990, è
ora pubblicato a cura di Anna Luce Lenzi.
lunedì 26 novembre 2012
GIOVANNI PISTOIA/ HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA e altri racconti
“HO
DIMENTICATO LA MIA OMBRA e altri racconti”
di
Giovanni Pistoia
INTRODUZIONE*
di
Dante Maffia
Sono
sempre stato un lettore accanito di racconti: nel racconto trovo la misura
perfetta di azioni, pensiero e poesia coagulati nell’arco di brevi pagine che
sintetizzano mondi profondi. Ma chissà perché, sui racconti l’editoria è ostica
e sempre più convinta che non siano merce vendibile e debbano perciò restare in
purgatorio. Eppure la grande tradizione, non solo italiana, nasce dal Novellino,
da Giovanni Boccaccio, e dai vari Masuccio e Sacchetti che hanno dato lustro a
un genere così meraviglioso, al punto che non più di trenta anni addietro
Giuseppe Pontiggia e Piero Chiara, in proposito dissero, quasi all’unisono, che
è più difficile realizzare un racconto anziché un romanzo o una poesia.
Per
fortuna, al di là delle posizioni delle case editrici, il culto del racconto
perdura in tanti e trova sempre dei cultori appassionati (per esempio Mario
Soldati, Carlo Cassola, Tommaso Landolfi) che ne fanno momenti irripetibili.
Anche
Giovanni Pistoia si è voluto cimentare con il racconto convinto che, lo sosteneva
Edmondo De Amicis (ma anche Verga, Pirandello, Ferdinando Martini, Guelfo
Civinini, Renzo Pezzani) sia possibile, attraverso di esso, fermare i momenti
diversi dell’esistere dandone i risvolti più particolari, più impensati.
Giovanni
Pistoia aveva fatto conoscere attraverso un suo blog e attraverso alcune
riviste questi gioielli. Li ha intitolati Ho dimenticato la mia ombra
(titolo mutuato da un famoso romanzo tedesco) e vi ha messo dentro tutta la sua
umanità a volte caricata di un forte umore etico. Per lo più sono racconti
ambientati a scuola, nel mondo dei ragazzi, e fanno sentire il brivido delle
emozioni che nascono dall’impatto con le ingiustizie, con l’amore (inteso nella
sua ampiezza più autentica) e con la morte.
Ognuno
ha qualcosa di accattivante e di originale (altrimenti sarebbero storielle di
una quotidianità irrilevante), a cominciare da I sogni del viandante che
svela immediatamente la poetica di Giovanni Pistoia imperniata di sogni
rigeneratori, di utopie che però devono attivare le coscienze degli uomini e
portarle sulla rettitudine. Intendiamoci, Giovanni non recrimina, non giudica,
semplicemente racconta dei fatti, e lascia la libertà di entrare in certi mondi
che diventano comunque emblema di una città ideale.
Si
alternano vicende che hanno risvolti orribili (si cfr. Quando il cielo è
cupo), con vicende che nascono dal rapporto costante con la letteratura (si
cfr. Ci lasci uscire, bella signora!), forse il racconto più bello, e ci
sono racconti fiabeschi con aloni di tenerezza che coinvolge e stupisce. Si
avverte che Giovanni Pistoia possiede in sommo grado lo sguardo attento di chi
rapporta il proprio mondo a quello degli altri. Nel suo immaginario non
esistono le monadi, non esistono mondi separati e asfittici a cui viene negata
la possibilità di interagire. Personaggi, paesaggi estivi, primaverili o
innevati, animali e cose si muovono nella dimensione di una realtà accesa da
sfumature surreali che danno ritmo e bellezza alle pagine. Per lo scrittore non
ci sono barriere e tutto è possibile, proprio come nel mondo dei sogni. E ciò
mi fa pensare che egli abbia scritto questo libro con un occhio pedagogico
attento, pensando di poter suggerire, soprattutto ai piccoli eventuali lettori,
una realtà che non sia e non debba essere per forza quella del grigiore d’ogni
giorno, ma aperta al divenire, al senso dei mutamenti che sono possibili se
davvero crediamo nelle cose, se davvero entriamo nella dimensione del sogno e
la coltiviamo come si devono coltivare i fiori innaffiandoli e accarezzandoli.
Al
fondo di tutti i racconti c’è un atteggiamento di umana comprensione, di
tenerezza offerta come viatico per sopperire alle tristezze e ai mali del
mondo, e c’è la preoccupazione dell’indifferenza. Se si fa caso, Giovanni
Pistoia non accetta che le cose vadano per un verso casuale; egli vorrebbe che
ognuno di noi intervenisse per correggere le sconcezze, per evitare il
diluviare dell’egoismo, della violenza, del dolore. In questa direzione il
libro è perfino edificante, non naturalmente in senso confessionale, ma nel
senso più largo e più esteso che si possa immaginare. E la letteratura dovrebbe
avere anche questo compito facendolo passare attraverso le maglie
dell’estetica, come sostenevano sia Fedor Dostoievskij e sia Wolfango Goethe,
cosa che Giovanni Pistoia fa, con le sue descrizioni eleganti e calibrate, con
le annotazioni poetiche che fotografano bene la condizione umana, con il suo
linguaggio cristallino e mai adombrato da ambiguità e da complicazioni
linguistiche o da elucubrazioni semantiche senza riguardo.
Si
tratta dunque di una raccolta di racconti davvero fuori dal comune, una di
quelle raccolte che proseguono la grande tradizione e la rinnovano con la
consapevolezza che i tempi sono mutati ma non è mutato l’uomo nella sua
sostanza, tanto è vero, come dice Salvatore Quasimodo, che è ancora “quello
della pietra e della fionda”, oltre che quello dei supersonici e del computer.
*Il
testo, a firma di Dante MAFFIA, è l’INTRODUZIONE al volume “HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA e altri
racconti” di Giovanni Pistoia (Photocity Edizioni, maggio 2012).
Chi
desidera eventualmente ordinare il libro può farlo rivolgendosi esclusivamente a
Photocity Edizioni, cliccando sull’indirizzo che segue:
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A VISIONARE LA MIA PAGINA FACEBOOK:
sabato 17 novembre 2012
UN VIDEO
PROPONGO PER GLI AMICI DI QUESTO BLOG UN
OMAGGIO CHE MI È STATO FATTO DALL’AMICO GIOVANNI SCORZAFAVE E DAI SUOI
COLLABORATORI CHE, OVVIAMENTE, RINGRAZIO DI CUORE:
L’Associazione culturale MULTIMEDIA91 presenta la Rassegna annuale 2012-2013
L’Associazione
culturale MULTIMEDIA91
presenta
la Rassegna annuale 2012-2013
5 GRANDI INCONTRI CON LA LETTERATURA
Sala Pistelli, Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour 1, Firenze
Giovedì 22 novembre 2012
dalle
17 alle 19
Secondo incontro
Presentazione
del libro di DANTE MAFFIA La donna che parlava ai libri, EdiLet-Edilazio
letteraria, 2010
Intervengono
MARCO ONOFRIO scrittore e critico letterario
MARIA
GRAZIA MARAMOTTI poetessa e scrittrice
L’Associazione
culturale MultiMedia91 presenta il secondo appuntamento
della Rassegna annuale 2012-2013 “5 Grandi Incontri con la Letteratura”, a
cura della poetessa e scrittrice fiorentina Maria Grazia Maramotti,
giovedì 22 novembre dalle 17.00 alle 19.00 nella Sala Pistelli di Palazzo
Medici Riccardi, via Cavour 1 Firenze.
L’incontro è dedicato al poeta,
romanziere e saggista Dante Maffia e alla presentazione del suo
libro La donna che parlava ai libri, EdiLet-Edilazio Letteraria,
dicembre 2010. Dopo l’intervista all’autore da parte della curatrice Maria
Grazia Maramotti seguirà l’intervento critico di Marco Onofrio, scrittore
e critico letterario, studioso e saggista di letteratura contemporanea.
La donna che parlava ai
libri, sboccia dal sogno ricorrente dell’autore ancora giovinetto, di
trovarsi in una grande biblioteca del suo paese Roseto Capo Spulico, sapendo di
averla ereditata. L’irrefrenabile fascinazione per i libri, i loro contenuti,
l’indicibile bellezza e forza da essi promanata, hanno costituito i fili del
suo essere profondo sia di uomo che di letterato colto, raffinato e sempre
sensibile alla legge del cuore.
Grande regista di sogni dai risvolti
reali e di realtà cesellate nel sogno in un gioco filmico di luci ora virginali
ora sanguigne pronte a dissertare di vita, letteratura, amore e morte, fino
all’approdo del silenzio calamitato dai libri stessi, dimensione del divino che
entra nell’umano. La donna che parlava ai libri è un insieme di
racconti paragonabili per strutture e suggestioni ai testi di Borges e di Poe
oltre che di altri grandi scrittori della letteratura mondiale.
Continua a leggere
La rassegna è aperta a tutti e
l’ingresso è libero
Info:
Associazione culturale MULTIMEDIA91,
Firenze, 335
6676218 Ufficio stampa: Katia Moretti,
338 3860047
ASSOCIAZIONE CULTURALE MULTIMEDIA91
VIA DEI BALDOVINI 4 - 50126 FIRENZE TEL.
055 8398747 - 335 6676218 -multimedia91@alice.it - www.multimedia91.it
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martedì 13 novembre 2012
giovedì 1 novembre 2012
NOTA CRITICA DI DANTE MAFFIA
Giovanni Pistoia
Il
mare a primavera-racconti dal web
Photocity Edizioni, Settembre 2012
La
Nota Critica che segue è a firma di Dante MAFFIA:
«Giovanni Pistoia è una continua
sorpresa e questa volta direi sbalorditiva, come spesso accade quando si scrive
giocando, liberi da progetti rigidi e da qualsiasi intenzione di organizzare a
priori un libro.
Questi racconti sembrano essere nati a
tratti dalla penna di Jean-Jaques Rousseau al tempo delle Passeggiate di un uomo solitario e a tratti dai capricci
terzapaginisti di un Bacchelli o di un Baldini. Nitore espressivo, chiarezza
sostanziata da uno sguardo senza interferenze, partecipato candore che sa
svelare i reconditi palpiti delle “scoperte” dell’infanzia e sa dosare i
particolari con lo stupore di chi si apre alla vita meravigliandosi di ogni
accadimento.
Pistoia, nell’Introduzione al libro, chiama i suoi scritti “raccontini”,
“considerazioni”, “noterelle” per modestia e facendo un torto a se stesso,
perché queste pagine hanno una forza straordinaria e riescono a portarci dentro
l’incanto primigenio dell’uomo che via via che cresce si appropria della realtà
fuori dalle canonizzazioni.
Si tratta di racconti, di memorie e di
qualche poesia, ma il libro ha una sua dimensione compatta e ci porta all’interno
di un mondo davvero straordinario, a quando il rapporto umano aveva una sua
valenza straordinaria e incideva nei rapporti quotidiani. La scrittura è
limpida e tesa, senza sovrabbondanze, senza le scorciatoie furbesche degli
scrittori consumati. Pistoia scrive con l’anima e ricostruisce un mondo,
un’epoca, con un candore che ha del meraviglioso.
Verrebbe voglia di discutere uno per uno
i racconti e le poche poesie inserite (e mi auguro che i lettori lo facciano),
ma temo di sciupare l’incanto ricevuto soprattutto da quella serie di aforismi
che lo scrittore ha inserito, narrando, come perle che illuminano il resto
delle pagine.
Le formiche, la luna, la fotografia, il
cane randagio, il mare, la barca, il sole, le foglie degli alberi, la carta di
credito, la rosa, la tartaruga, il camino sono alcuni degli elementi che fanno
scaturire i racconti e Pistoia lo fa con naturalezza, senza mai caricare le
tinte, senza preoccuparsi di abbellire o trasformare in letteratura l’impatto.
A lui preme far conoscere la vita così com’è e ci riesce, perché ci fa entrare
nella sua infanzia fresca di aromi e priva di
sovrastrutture.
Pagine così autentiche è difficile
trovarne oggi che si tende a ubriacare i lettori con farse impomatate e
avvelenate dalle mode e perciò va dato atto all’Autore di avere creato un vero
gioiello narrativo capace di rievocare e di fotografare un mondo perduto, ma
soprattutto capace di instaurare silenziosamente una equazione tra ieri e oggi,
ovviamente senza fustigare niente e nessuno, servendosi semplicemente dell’atto
gratuito della poesia».
Roma, ottobre 2012
Dante
Maffìa
Giovanni
Pistoia
IL MARE A
PRIMAVERA
racconti
dal web
Photocity
Edizioni settembre 2012
Un invito
a visitare la Pagina:
SI RINGRAZIA
PER LA CORTSE ATTENZIONE
sabato 6 ottobre 2012
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