I lunghi colloqui con i libri sono i miei silenzi più creativi BLOG a cura di Giovanni Pistoia
sabato 4 maggio 2013
venerdì 26 aprile 2013
GIOVANNI PISTOIA/ LIBRI
I POETI CONTEMPORANEI
Pagine, novembre 2012
formato eBook
http://www.amazon.it/dp/B00ADSNDW6
Pagine, novembre 2012
formato eBook
http://www.amazon.it/dp/B00ADSNDW6
Giovanni Pistoia
LA PAROLA E IL TEMPO
pagine sparse
photocity
Edizioni Open
Gennaio 2013
http://ww4.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=19332&formato=8995
LA PAROLA E IL TEMPO
pagine sparse
photocity
Edizioni Open
Gennaio 2013
http://ww4.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=19332&formato=8995
Giovanni Pistoia
HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA
e altri racconti
Photocity Edizioni 2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18291&formato=8517
HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA
e altri racconti
Photocity Edizioni 2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18291&formato=8517
Giovanni Pistoia
IL MARE A PRIMAVERA
racconti dal web
Photocity Edizioni settembre 2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18875&formato=8766
IL MARE A PRIMAVERA
racconti dal web
Photocity Edizioni settembre 2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18875&formato=8766
Giovanni Pistoia
VOCI DEL SUD
tracce segni idee
PHOTOCITY EDIZIONI
2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18840
VOCI DEL SUD
tracce segni idee
PHOTOCITY EDIZIONI
2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18840
Lettori, Librerie, Biblioteche, Istituzioni che desiderano
acquistare i libri possono ordinarli esclusivamente agli indirizzi sopra
riportati. GRAZIE
martedì 29 gennaio 2013
ROMA TEMPIO DI ADRIANO/ RITRATTI DI POESIA
COMUNICATO STAMPA
Roma, 10 gennaio 2013
Ritratti
di Poesia
A Roma, il 1 febbraio 2013, presso il
Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra, la VII edizione di «Ritratti di Poesia».
Intervengono, tra gli altri, il premio
Pulitzer C.K. Williams e il rapper Frankie Hi-NRG.
In chiusura, la voce di Fiorella Mannoia
Si svolgerà a Roma venerdì 1 febbraio,
presso il Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra, la settima edizione di
«Ritratti di Poesia», la principale manifestazione italiana dedicata alla
forma d’arte poetica e divenuta negli anni un importante osservatorio sulla
poesia contemporanea. Quest’anno, tra i protagonisti, il premio Pulitzer C.K.
Williams, il rapper Frankie Hi-NRG e Fiorella Mannoia.
La rassegna, promossa dalla Fondazione
Roma ed organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con InventaEventi, è
curata da Vincenzo Mascolo. La manifestazione, aperta gratuitamente al
pubblico, si snoderà nell’arco dell’intera giornata e sarà focalizzata sulla
sonorità del verso e della parola poetica.
domenica 30 dicembre 2012
Una recensione di Fausta Genziana Le Piane sui racconti di Giovanni Pistoia
“L’uomo appartiene alla terra”
Dimenticare la propria ombra significa
perdere la propria identità
Dalla
lettura della raccolta di racconti di Giovanni Pistoia, intitolata Ho dimenticato la mia ombra, photocity, 2011, emerge
chiaramente che lo scrittore non ama la città, luogo rumoroso, tumultuoso e
affollato che accresce ansia e solitudine. E’ sensibile invece alle bellezze
della campagna che, spingendo alla contemplazione dei suoi paesaggi e dei suoi
colori, consente rapporti e incontri più umani (Alice). A mio avviso, Giovanni
Pistoia è consapevole delle sue radici calabresi e sa che allontanarsene significa
perdere la propria ombra, la propria identità Si porta dietro e dentro la
campagna (con tutti i suoi abitanti e presenze, dalle galline agli alberi) e la
Calabria (sfondi di tutti i racconti) con animo gentile e sognatore. La
dimensione del paese, abbandonato talvolta per andare ad abitare in città, con
la speranza che sia meglio per le nuove generazioni vivere il respiro della
metropoli, ricorre come quella del calore, della vera famiglia, della
solidarietà, del tempo da dedicarsi perduti per sempre: nel bellissimo racconto
intitolato Vado via con l’astronave
gialla, amaro e poetico alla stesso tempo, il protagonista confessa che
lassù, sulla sua montagna c’era la sua vera vita e che ora fuori dal suo
ambiente soffre di solitudine, in una anonima clinica, annessa ad una grande
villa..Non mi vergogno di confessare che ho pianto: “Sono da tempo andato via dalla mia casa di montagna, da tempo ho
lasciato la tua casa di città. Da tempo ho cessato di vivere, imparare,
studiare, insegnare, lavorare, divertirmi, comunicare. E tu lo sai. Io qui mi
sono perso, non trovo ragioni per cercarmi. Neanche i sogni mi fanno più
compagnia”. Per chi come me è calabrese quelle colline con le luci non si
dimenticano più: “(Cosa ti piace di più del tuo paese?) La sera. quando tramonta il sole e scende il buio. Guardo sempre verso
la collina. E vedo tante case illuminate e la collina si riempie di luci di tanti colori. Mia madre dice che è un presepe silenzioso,
che tace per non disturbare. Io sono d’accordo. E’ proprio così” (Voci tra
le mimose). E infatti è così, a Nicastro, dove sono nata, su per la collina,
nell’antico quartiere di San Teodoro, ai piedi del castello di Federico II,
d’inverno si realizza un presepe vivente con le riproduzioni delle botteghe
degli antichi mestieri…Ma io, al contrario di Giovanni, me ne sono andata,
procurandomi uno strappo infinito nell’anima.
Il
sogno per Pistoia è essenziale nella vita di tutti i giorni: per lui la realtà
triste della vita e della città ha sempre un risvolto positivo, quello del
sogno. Sogno che non è mai sterile fantasia ma desiderio di vincere il male e
volontà di creare un mondo migliore. Ecco perché i protagonisti dei suoi
racconti sono i bambini: il mondo è loro, sarà salvato da loro perché gli
appartiene. Insieme, adulti e bambini complici, possono cambiare la società
perché, se è vero che gli adulti provano sensi di colpa per non prestare
attenzione agli emarginati, ai malati, ai più deboli, per non aver dedicato
tempo ai figli ecc., ci sono i bambini a ricordare che non possono farlo. E
così sarà Saverio, figlio di Riccardo al quale la mafia ha più volte bruciato
il negozio di elettrodomestici per non aver voluto pagare il pizzo, che,
diventato magistrato, tornerà al paese per fare giustizia (Il mare è stanco). Ed
è ad una bambina, seduta su un robusto ramo di mimosa (Voci tra le mimose), che il paese dà il
compito di salvaguardare la propria esistenza, lasciando in eredità la propria
anima ecologica: “Parlane a scuola con
gli insegnanti, a casa con i genitori. Con gli amici raccontate delle cose
brutte che vedete. Dite come vorreste che fosse il vostro paese. Ditelo, se
volete, anche con i disegni, oltre che con le parole”.
E
per concludere due osservazioni: una sullo stile, splendido, aderente alla
narrazione, perfetto e l’altra sulla presenza del treno (Laggiù, nel paese di
Giò) che ha sostituito il cavallo e la diligenza, diventando il simbolo
dell’evoluzione. Noi delle vecchie generazioni calabresi abbiamo tutti un
parente che lavorava nelle ferrovie: mio nonno era capostazione. Il treno fa
sognare, fa partire, fa sperare.
Fausta Genziana Le Piane
Roma, 27 dicembre 2012
Giovanni
Pistoia
HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA
e altri racconti
Photocity Edizioni 2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18291&formato=8517
HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA
e altri racconti
Photocity Edizioni 2012
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sabato 29 dicembre 2012
venerdì 21 dicembre 2012
NATALE di Giovanni Pistoia
B U O N N A T A L E
Natale
di
Giovanni Pistoia
Natale
nostalgia
di futuro
muschio fresco
erba
ubriaca di rugiada
pane
ancora caldo che fuma tra le dita
neve che
si incanta alla vista di un bambino
Natale
nostalgia di futuro
di uomini ancora
non cresciuti
Natale è
per chi ti attende ancora
Natale è
sinonimo d’amore
ma l’amore
è ancora in fuga
chissà per
dove chissà per dove
l’amore
fugge fugge sempre
amiamolo
per favore
che si
fermi almeno un po’
Natale è
per chi ti attende ancora.
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domenica 9 dicembre 2012
MAURO LENZI/ LUSTROLA E I LUSTROLESI
MESE
DI DICEMBRE*
di Mauro Lenzi
«Ed ecco Dicembre, l’ultimo mese dell’anno.
Giungeva,
spesso, col cielo plumbeo, con la nebbia, con la pioggia insistente, con la
neve, con il freddo pungente, con il gelo. Nelle case, il caldo era soltanto in
cucina, dove il fuoco del camino o della stufa di ghisa riscaldava l’ambiente.
Negli altri locali, era freddo come fuori. Al mattino, spesso, i vetri delle
finestre delle stanze da letto erano interamente ricoperti di uno strato di
gelo dello spessore di alcuni millimetri, a volte; e le pareti rilucevano di
puntini luminosi, come se fossero state ricoperte di minutissimi cristallini
lucenti. Fuori pendevano dalla gronde o dalle lastre sporgenti dei tetti, i
ghiaccioli simili a tante bianche o cris di diversa lunghezza e grossezza.
Le giornate
belle, le giornate di sole erano piuttosto rare. Tuttavia, quando capitavano,
anche se fredde, allietavano ugualmente lo spirito, in mezzo allo squallore
della natura circostante, che, tutta spoglia e dimessa, pareva riposarsi dopo
averci dato, largamente, i suoi tesori, abbandonata al pesante sonno invernale.
(…) Noi ragazzi,
però, non avevamo paura del freddo. Coi calzoncini corti, le scarpe chiodate,
i calzini di lana che lasciavano scoperti i ginocchi, pestavamo la neve tutto
il giorno, facendo a pallate o facendo pupazzi o valanghe, cioè grosse palle che si facevano rotolando la neve,
quando il sole, splendente nel cielo turchino, scaldava la nave e la rendeva biocca, cioè pesante. Alla sera, le
scarpe erano fradice e rosse e i ginocchi bluetti dal freddo.»
*La bella descrizione è tratta dallo
splendido volume di Mauro Lenzi dal
titolo Lustrola e i Lustrolesi – Voci e
memorie dall’Appennino tosco-emiliano e pubblicato dal Gruppo di Studi Alta
Valle del Reno – 2012 “La Memoria di Nuèter”.
Il testo, completato intorno al 1990, è
ora pubblicato a cura di Anna Luce Lenzi.
lunedì 26 novembre 2012
GIOVANNI PISTOIA/ HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA e altri racconti
“HO
DIMENTICATO LA MIA OMBRA e altri racconti”
di
Giovanni Pistoia
INTRODUZIONE*
di
Dante Maffia
Sono
sempre stato un lettore accanito di racconti: nel racconto trovo la misura
perfetta di azioni, pensiero e poesia coagulati nell’arco di brevi pagine che
sintetizzano mondi profondi. Ma chissà perché, sui racconti l’editoria è ostica
e sempre più convinta che non siano merce vendibile e debbano perciò restare in
purgatorio. Eppure la grande tradizione, non solo italiana, nasce dal Novellino,
da Giovanni Boccaccio, e dai vari Masuccio e Sacchetti che hanno dato lustro a
un genere così meraviglioso, al punto che non più di trenta anni addietro
Giuseppe Pontiggia e Piero Chiara, in proposito dissero, quasi all’unisono, che
è più difficile realizzare un racconto anziché un romanzo o una poesia.
Per
fortuna, al di là delle posizioni delle case editrici, il culto del racconto
perdura in tanti e trova sempre dei cultori appassionati (per esempio Mario
Soldati, Carlo Cassola, Tommaso Landolfi) che ne fanno momenti irripetibili.
Anche
Giovanni Pistoia si è voluto cimentare con il racconto convinto che, lo sosteneva
Edmondo De Amicis (ma anche Verga, Pirandello, Ferdinando Martini, Guelfo
Civinini, Renzo Pezzani) sia possibile, attraverso di esso, fermare i momenti
diversi dell’esistere dandone i risvolti più particolari, più impensati.
Giovanni
Pistoia aveva fatto conoscere attraverso un suo blog e attraverso alcune
riviste questi gioielli. Li ha intitolati Ho dimenticato la mia ombra
(titolo mutuato da un famoso romanzo tedesco) e vi ha messo dentro tutta la sua
umanità a volte caricata di un forte umore etico. Per lo più sono racconti
ambientati a scuola, nel mondo dei ragazzi, e fanno sentire il brivido delle
emozioni che nascono dall’impatto con le ingiustizie, con l’amore (inteso nella
sua ampiezza più autentica) e con la morte.
Ognuno
ha qualcosa di accattivante e di originale (altrimenti sarebbero storielle di
una quotidianità irrilevante), a cominciare da I sogni del viandante che
svela immediatamente la poetica di Giovanni Pistoia imperniata di sogni
rigeneratori, di utopie che però devono attivare le coscienze degli uomini e
portarle sulla rettitudine. Intendiamoci, Giovanni non recrimina, non giudica,
semplicemente racconta dei fatti, e lascia la libertà di entrare in certi mondi
che diventano comunque emblema di una città ideale.
Si
alternano vicende che hanno risvolti orribili (si cfr. Quando il cielo è
cupo), con vicende che nascono dal rapporto costante con la letteratura (si
cfr. Ci lasci uscire, bella signora!), forse il racconto più bello, e ci
sono racconti fiabeschi con aloni di tenerezza che coinvolge e stupisce. Si
avverte che Giovanni Pistoia possiede in sommo grado lo sguardo attento di chi
rapporta il proprio mondo a quello degli altri. Nel suo immaginario non
esistono le monadi, non esistono mondi separati e asfittici a cui viene negata
la possibilità di interagire. Personaggi, paesaggi estivi, primaverili o
innevati, animali e cose si muovono nella dimensione di una realtà accesa da
sfumature surreali che danno ritmo e bellezza alle pagine. Per lo scrittore non
ci sono barriere e tutto è possibile, proprio come nel mondo dei sogni. E ciò
mi fa pensare che egli abbia scritto questo libro con un occhio pedagogico
attento, pensando di poter suggerire, soprattutto ai piccoli eventuali lettori,
una realtà che non sia e non debba essere per forza quella del grigiore d’ogni
giorno, ma aperta al divenire, al senso dei mutamenti che sono possibili se
davvero crediamo nelle cose, se davvero entriamo nella dimensione del sogno e
la coltiviamo come si devono coltivare i fiori innaffiandoli e accarezzandoli.
Al
fondo di tutti i racconti c’è un atteggiamento di umana comprensione, di
tenerezza offerta come viatico per sopperire alle tristezze e ai mali del
mondo, e c’è la preoccupazione dell’indifferenza. Se si fa caso, Giovanni
Pistoia non accetta che le cose vadano per un verso casuale; egli vorrebbe che
ognuno di noi intervenisse per correggere le sconcezze, per evitare il
diluviare dell’egoismo, della violenza, del dolore. In questa direzione il
libro è perfino edificante, non naturalmente in senso confessionale, ma nel
senso più largo e più esteso che si possa immaginare. E la letteratura dovrebbe
avere anche questo compito facendolo passare attraverso le maglie
dell’estetica, come sostenevano sia Fedor Dostoievskij e sia Wolfango Goethe,
cosa che Giovanni Pistoia fa, con le sue descrizioni eleganti e calibrate, con
le annotazioni poetiche che fotografano bene la condizione umana, con il suo
linguaggio cristallino e mai adombrato da ambiguità e da complicazioni
linguistiche o da elucubrazioni semantiche senza riguardo.
Si
tratta dunque di una raccolta di racconti davvero fuori dal comune, una di
quelle raccolte che proseguono la grande tradizione e la rinnovano con la
consapevolezza che i tempi sono mutati ma non è mutato l’uomo nella sua
sostanza, tanto è vero, come dice Salvatore Quasimodo, che è ancora “quello
della pietra e della fionda”, oltre che quello dei supersonici e del computer.
*Il
testo, a firma di Dante MAFFIA, è l’INTRODUZIONE al volume “HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA e altri
racconti” di Giovanni Pistoia (Photocity Edizioni, maggio 2012).
Chi
desidera eventualmente ordinare il libro può farlo rivolgendosi esclusivamente a
Photocity Edizioni, cliccando sull’indirizzo che segue:
INVITO
A VISIONARE LA MIA PAGINA FACEBOOK:
sabato 17 novembre 2012
UN VIDEO
PROPONGO PER GLI AMICI DI QUESTO BLOG UN
OMAGGIO CHE MI È STATO FATTO DALL’AMICO GIOVANNI SCORZAFAVE E DAI SUOI
COLLABORATORI CHE, OVVIAMENTE, RINGRAZIO DI CUORE:
L’Associazione culturale MULTIMEDIA91 presenta la Rassegna annuale 2012-2013
L’Associazione
culturale MULTIMEDIA91
presenta
la Rassegna annuale 2012-2013
5 GRANDI INCONTRI CON LA LETTERATURA
Sala Pistelli, Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour 1, Firenze
Giovedì 22 novembre 2012
dalle
17 alle 19
Secondo incontro
Presentazione
del libro di DANTE MAFFIA La donna che parlava ai libri, EdiLet-Edilazio
letteraria, 2010
Intervengono
MARCO ONOFRIO scrittore e critico letterario
MARIA
GRAZIA MARAMOTTI poetessa e scrittrice
L’Associazione
culturale MultiMedia91 presenta il secondo appuntamento
della Rassegna annuale 2012-2013 “5 Grandi Incontri con la Letteratura”, a
cura della poetessa e scrittrice fiorentina Maria Grazia Maramotti,
giovedì 22 novembre dalle 17.00 alle 19.00 nella Sala Pistelli di Palazzo
Medici Riccardi, via Cavour 1 Firenze.
L’incontro è dedicato al poeta,
romanziere e saggista Dante Maffia e alla presentazione del suo
libro La donna che parlava ai libri, EdiLet-Edilazio Letteraria,
dicembre 2010. Dopo l’intervista all’autore da parte della curatrice Maria
Grazia Maramotti seguirà l’intervento critico di Marco Onofrio, scrittore
e critico letterario, studioso e saggista di letteratura contemporanea.
La donna che parlava ai
libri, sboccia dal sogno ricorrente dell’autore ancora giovinetto, di
trovarsi in una grande biblioteca del suo paese Roseto Capo Spulico, sapendo di
averla ereditata. L’irrefrenabile fascinazione per i libri, i loro contenuti,
l’indicibile bellezza e forza da essi promanata, hanno costituito i fili del
suo essere profondo sia di uomo che di letterato colto, raffinato e sempre
sensibile alla legge del cuore.
Grande regista di sogni dai risvolti
reali e di realtà cesellate nel sogno in un gioco filmico di luci ora virginali
ora sanguigne pronte a dissertare di vita, letteratura, amore e morte, fino
all’approdo del silenzio calamitato dai libri stessi, dimensione del divino che
entra nell’umano. La donna che parlava ai libri è un insieme di
racconti paragonabili per strutture e suggestioni ai testi di Borges e di Poe
oltre che di altri grandi scrittori della letteratura mondiale.
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La rassegna è aperta a tutti e
l’ingresso è libero
Info:
Associazione culturale MULTIMEDIA91,
Firenze, 335
6676218 Ufficio stampa: Katia Moretti,
338 3860047
ASSOCIAZIONE CULTURALE MULTIMEDIA91
VIA DEI BALDOVINI 4 - 50126 FIRENZE TEL.
055 8398747 - 335 6676218 -multimedia91@alice.it - www.multimedia91.it
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martedì 13 novembre 2012
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