mercoledì 16 maggio 2012

Una rosa bianca di Josè Martì


Una rosa bianca
di Josè Martì

Coltivo una rosa bianca
in luglio come in gennaio
per l’amico sincero
che mi dà la sua mano franca
Per chi mi vuol male e mi stanca
questo cuore con cui vivo
cardi né ortiche coltivo
coltivo una rosa bianca.

Cultivo una rosa blanca
en julio como en enero,
para el amigo sincero
que me da su mano franca.
Y para el cruel que me arranca
el corazón con que vivo,
cardo ni oruga cultivo:
cultivo una rosa blanca.

http://giovannipistoia.blogspot.com
 

LE FORESTE SELVAGGE DEL NORBOTTEN di Andrea Barghi e Veronica Bernacchioni




LE FORESTE SELVAGGE DEL NORBOTTEN 
di Andrea Barghi e Veronica Bernacchioni

PERUGIA
SABATO 9 GIUGNO 2012

ORE 16,45

In questa occasione sarà possibile visitare le antiche e selvagge foreste del Norbotton grazie alle immagini di Andrea Barghi e Veronica Bernacchioni raccolte nel volume

LE FORESTE SELVAGGE DEL NORBOTTEN

pubblicato nell’anno internazionale delle Foreste 2011.

L’evento avverrà a Perugia, grazie alla Fondazione Giordano nella Sala dei Notari nel Palazzo dei Priori nell’ambito dell’edizione 2012 di Festarch, il Festival Internazionale di Architettura che si terrà a Perugia dal 7 al 10 Giugno 2012.

Una occasione, per quanti ne hanno la possibilità, da non perdere.


domenica 13 maggio 2012

TEATRO ROSSINI DI PESARO/ I CONCERTI DEL CARLINO 2012



I CONCERTI DEL CARLINO 2012
TEATRO ROSSINI di PESARO, 16 MAGGIO 2012

SERGIO RUBINI
in
“Tiempo para el destino final …  parole e suoni dal Sudamerica”
musiche eseguite da Quintetto Atlantico


Enzo Orefice, pianoforte; Stefano Saccone, sax soprano, flauto; Gianluca Marino, chitarra;
Sergio Fusaro, contrabbasso; Lorenzo Petruzziello, batteria

selezione e adattamento testi Domenico Cipriano

Il recital propone il singolare incontro fra alcune pagine di Borges, Neruda, Sepulveda, Coelho, Allende e la musica di Egberto Gismonti, Javier Girotto, Astor Piazzolla, Sting, Ryuichi Sakamoto, Charlie Haden, Richard Galliano, intrecciando i due temi principali della scrittura sudamericana: quello civile e quello amoroso. La viva ed emozionante interpretazione di Sergio Rubini, il sound caldo ed elegante del quintetto si fondono magnificamente accompagnando lo spettatore in un percorso di parole e suoni che offre un modo diverso di godere della magia di alcuni tra i massimi poeti del Sudamerica.


concerto gratuito su prenotazione al link:



sabato 12 maggio 2012

LA COLLANA


A mia madre di Giuseppe Ungaretti


A mia madre
di Giuseppe Ungaretti

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro

A mia madre di Eugenio Montale


A mia madre
di Eugenio Montale


Ora che il coro delle coturnici
ti blandisce dal sonno eterno, rotta
felice schiera in fuga verso i clivi
vendemmiati del Mesco, or che la lotta
dei viventi più infuria, se tu cedi
come un’ombra la spoglia
                            (e non è un’ombra,
o gentile, non è ciò che tu credi)
chi ti proteggerà? La strada sgombra
non è una via, solo due mani, un volto,
quelle mani, quel volto, il gesto di una
vita che non è un’altra ma se stessa,
solo questo ti pone nell’esilio
folto d’anime e voci in cui tu vivi.
E la domanda che tu lasci è anch’essa
un gesto tuo, all’ombra delle croci.